Italy flag Italy · 5 June 2026

Stipendio lordo e netto in Italia: come funziona nel 2025/26

Scopri come funziona lo stipendio lordo e netto in Italia nel 2025, con aliquote IRPEF, contributi INPS e detrazioni che incidono sulla busta paga.

Rooftops and skyline of Rome, Italy
Photo: Emiliano Carchia · CC BY 3.0

Capire quanto entrerà davvero in conto corrente alla fine del mese non è semplice. Tra IRPEF, contributi previdenziali, addizionali locali e detrazioni, la differenza tra lo stipendio lordo scritto sul contratto e il netto in busta paga può essere significativa. Vediamo come si calcola nel 2025 e cosa è cambiato con la Legge di Bilancio entrata in vigore quest’anno.

Stipendio lordo e netto: cosa cambia

Lo stipendio lordo è la retribuzione che il datore di lavoro riconosce al dipendente prima di qualsiasi trattenuta. Il netto è invece quello che resta dopo i contributi previdenziali, l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali. In media, per un lavoratore dipendente italiano, il netto si attesta tra il 65% e il 75% del lordo, a seconda del reddito e della regione di residenza.

Puoi stimare rapidamente la tua busta paga con il calcolatore dello stipendio netto di National Calculators, inserendo il lordo annuo e qualche dato di base.

Le aliquote IRPEF nel 2025

Con la Legge di Bilancio 2025 la struttura a tre scaglioni IRPEF è stata resa stabile. Le aliquote applicate al reddito imponibile sono:

L’IRPEF è progressiva, quindi ogni scaglione paga la propria aliquota solo sulla quota di reddito che ricade in quella fascia. Chi guadagna 35.000 euro lordi non paga il 35% su tutto, ma il 23% sui primi 28.000 e il 35% solo sui 7.000 euro eccedenti. Per il dettaglio aggiornato puoi consultare l’Agenzia delle Entrate.

Per i lavoratori dipendenti è inoltre prevista una “no tax area” portata a 8.500 euro nel 2025, sotto la quale di fatto non si paga IRPEF grazie alle detrazioni per lavoro dipendente.

Contributi previdenziali INPS

Prima ancora dell’IRPEF, dal lordo viene tolta la quota di contributi a carico del dipendente, che finanzia pensione, malattia, maternità e altre prestazioni. Per la maggior parte dei lavoratori del settore privato l’aliquota è circa il 9,19% del lordo, con un punto percentuale aggiuntivo sulla quota di retribuzione che supera la prima fascia annua di retribuzione pensionabile, indicizzata ogni anno dall’INPS. Le aliquote complete per categoria sono pubblicate sul sito dell’INPS.

I contributi sono deducibili dal reddito imponibile, quindi riducono la base su cui si calcola l’IRPEF.

Detrazioni e bonus che modificano il netto

Sul netto incidono diverse voci che riducono l’imposta dovuta:

Nel 2025 è entrato a regime il nuovo bonus per i redditi da lavoro dipendente fino a 20.000 euro, calcolato in percentuale sul lordo, e una detrazione aggiuntiva per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro. Queste misure hanno sostituito il vecchio taglio contributivo del cuneo fiscale. Il testo di riferimento è la Legge di Bilancio 2025 pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF nazionale, ogni regione e ogni comune applicano un’addizionale. L’aliquota regionale base è dell’1,23%, ma alcune regioni la innalzano fino a circa il 3,33%. L’addizionale comunale varia da zero fino allo 0,9%. Lo stesso stipendio lordo a Milano, Napoli o Bolzano produce quindi nette diverse, anche solo per effetto di queste voci.

Un esempio pratico

Un dipendente con 30.000 euro lordi annui in una regione con aliquote medie paga circa 2.757 euro di contributi INPS, ha un imponibile fiscale intorno ai 27.243 euro e una IRPEF lorda di circa 6.275 euro, ridotta dalle detrazioni per lavoro dipendente. Il netto annuo si aggira sui 22.000 euro, distribuiti su tredici o quattordici mensilità a seconda del CCNL. Puoi verificare il calcolo passo per passo con il calcolatore IRPEF.

Domande frequenti

Quante mensilità ci sono in busta paga in Italia? La maggior parte dei contratti collettivi prevede tredici mensilità, ma settori come commercio, turismo e alcuni comparti industriali ne contano quattordici. La quattordicesima è di norma corrisposta a giugno o luglio.

Perché due colleghi con lo stesso lordo hanno nette diverse? Le ragioni più comuni sono la regione e il comune di residenza, le detrazioni per familiari a carico, eventuali trattenute sindacali o conguagli, e le quote di previdenza complementare versate a un fondo pensione.

I contributi INPS sono persi? No. Vanno a costruire l’assegno pensionistico futuro e danno diritto a indennità per malattia, maternità, disoccupazione e altre prestazioni. Si possono anche dedurre dal reddito imponibile ai fini IRPEF.

Guidance only This article is general information, not financial, tax or legal advice. Figures are sourced and dated where shown, but rules change, so check the official sources before acting.

Written by Vikas Dulgunde. See the Italy calculators →